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  • Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    L'Agenzia delle Entrate ricorre per cassazione avverso la decisione della Corte d'appello che ha rigettato il suo reclamo nei confronti del decreto con il quale il Tribunale ha omologato la proposta di concordato preventivo presentata da Il Guercino s.r.l. nonostante l'opposizione proposta dalla stessa Agenzia.

    Il ricorso è affidato a due motivi: con il primo si deduce violazione dellaL. Fall., artt. 160e182 ter, per avere la Corte ritenuto ammissibile la proposta di concordato contenente, tra l'altro, la falcidia dei crediti tributari benchè non fosse stato effettuato io specifico interpello dell'ufficio fiscale previsto nellaL. Fall., art. 182 ter; con il secondo si deduce violazione ancora dellaL. Fall., artt. 160e182 ter, per avere la Corte territoriale ritenuto ammissibile la falcidia anche del credito per IVA, costituente risorsa propria della Comunità Europea e possibile oggetto di transazione unicamente quanto ai tempi di pagamento.

    Resiste la sola società proponente il concordato che ha anche depositato memoria.

  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    Deve essere preliminarmente valutata la questione sollevata dalla controricorrente, ma in ogni caso rilevabile d'ufficio, attinente all'ammissibilità e comunque alla tempestività del ricorso.

    A differenza di quanto previsto in tema di reclamo avverso il decreto di omologazione del concordato fallimentare (L. Fall., art. 131), il legislatore non ha disciplinato compiutamente l'analogo procedimento nell'ambito del concordato preventivo, limitandosi a disporre che "Contro il decreto del tribunale può essere proposto reclamo alla corte di appello, la quale pronuncia in camera di consiglio.

    Con lo stesso reclamo è impugnabile la sentenza dichiarativa di fallimento, contestualmente emessa a norma dell'art. 180, comma 7" (art. 183).

    Deve innanzitutto escludersi che possa essere applicata per analogia la particolare disciplina dettata per il concordato fallimentare (L. Fall., art. 131) secondo la quale il decreto della corte d'appello è ricorribile per cassazione entro il termine di trenta giorni dal compimento delle formalità di cui allaL. Fall., art. 17, in quanto il legislatore ha dettato una specifica disposizione sul punto per il concordato preventivo e non è pensabile che, nel momento in cui è intervenuto con lo stesso provvedimento (ilD.Lgs. n. 169 del 2007) sia sull'art. 131 che sull'art. 183, non si sia avveduto della diversa formulazione e si sia affidato solo al richiamato canone ermeneutico per unificare i procedimenti.

    Ciò posto, non vi può essere comunque dubbio in ordine alla ricorribilità del provvedimento ai sensi dell'art. 111 Cost., in quanto il decreto della corte d'appello ha natura di sentenza, avendo l'attitudine alla definitività ed incidendo su diritti soggettivi, dal momento che, se comporta l'omologazione del concordato, determina un diverso assetto dei...

Correlazioni:

Note a sentenza (2)

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