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  • Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    L'Agenzia delle Entrate ricorre per cassazione avverso la decisione della Corte d'appello che ha rigettato il suo reclamo nei confronti del decreto con il quale il Tribunale ha omologato la proposta di concordato preventivo presentata dalla Tende di Mosconi Stefano & C. s.a.s..

    Il ricorso è affidato a due motivi: con il primo si deduce violazione della L. Fall., artt. 160 e 182 ter, per avere la Corte ritenuto ammissibile la proposta contenente, tra l'altro, la falcidia dei crediti tributari benchè non fosse stato effettuato lo specifico interpello dell'ufficio fiscale previsto nella L. Fall., art. 182 ter; con il secondo si deduce violazione della L. Fall., art. 182 ter, per avare la Corte territoriale ritenuto ammissibile la falcidia anche del credito per IVA, costituente risorsa propria della Comunità Europea e possibile oggetto di transazione unicamente quanto ai tempi di pagamento.

    Resiste l'intimata debitrice con controricorso illustrato con memoria mentre non ha proposto difese l'ufficio della Procura Generale della Repubblica presso la Corte d'appello.

  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    Con il primo motivo di ricorso si deduce violazione della L. Fall., artt. 160 e 182 ter, per avere la Corte d'appello ritenuto possibile la falcidia dei crediti tributari pur in assenza dell'attivazione, da parte del proponente il concordato, dello specifico procedimento che regola la transazione fiscale.

    La censura non è fondata anche se, per le ragioni di cui all'esame del secondo motivo, deve essere in parte corretta la motivazione del giudice del reclamo laddove predica la possibilità di falcidia dell'IVA. La questione, che viene affrontata per la prima volta dalla Corte e che è stata oggetto di attenzione da parte della giurisprudenza di merito e della dottrina, in maggioranza schierate per la facoltatività della transazione fiscale, contestata invece dell'Amministrazione che sul punto si è pronunciata con la Circolare n. 40/E del 2008, non può certo essere risolta nel senso della non obbligatorietà dello speciale rito sulla base del mero dato letterale secondo il quale B "con il piano di cui all'art. 160 il debitore può proporre il pagamento... dei tributi" (corsivo dell'estensore) che altro non è che la ripetizione della formula contenuta nel citato art. 160 secondo la quale "L'imprenditore che si trova in stato di crisi può proporre ai creditori un concordato preventivo" che chiarisce unicamente che l'accesso all'indicato istituto è una facoltà per il debitore e non è quindi sufficiente a supportare un giudizio di alternatività della transazione fiscale rispetto ad altro rito volto anch'esso alla falcidia del credito tributario.

    Prima di affrontare la questione è necessario innanzitutto evidenziare quali variazioni all'ordinario procedimento concordatario comporti il ricorso al sub procedimento della transazione fiscale.

    Diversi sono ...

Correlazioni:

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