ATTENZIONE: stai consultando la versione GRATUITA della Bancadati. Per accedere alla versione completa abbonati subito

  • Fatto

    Svolgimento del processo

    Con atto di citazione del 26 novembre 1997 la società Realtà Aziendali Banca Dati Centrale spa conveniva in giudizio innanzi al pretore di Montepulciano, ai sensi dell'art. 404 c.p.c., Graziella Formichi, la società Mobilificio Vrinel Botarelli srl ed Enzo Monami.

    La società, che dichiarava di agire quale creditrice di Enzo Monami, assumeva che costui - in collusione con Graziella Formichi (questa nella simulata qualità di creditrice della somma di lire 17.000.000 in base a titolo esecutivo stragiudiziale costituito da vaglia cambiario) e mediante l'artificio di una fittizia procedura di espropriazione forzata del quinto della retribuzione percepita da esso debitore in virtù di rapporto di lavoro alle dipendenze della società Mobilificio Vrinel Botarelli srl - aveva consentito l'emissione di ordinanza di assegnazione della somma mensile di lire 230.000, sino alla concorrenza del simulato credito, a favore della procedente Graziella Formichi, pregiudicando in tal modo la reale sua situazione creditoria, alla cui garanzia il debitore aveva sottratto la parte pignorabile della retribuzione.

    Chiedeva, pertanto, la revoca o, comunque, la declaratoria di inefficacia nei suoi confronti dell'ordinanza emessa ai sensi dell'art. 553 c.p.c., effetto del dolo e della collusione posti in essere in suo danno dalle parti del processo esecutivo.

    Nella contumacia di Enzo Monami, il pretore adito dichiarava l'inammissibilità dell'opposizione revocatoria del terzo, in quanto l'ordinanza di assegnazione del credito pignorato non ha natura di sentenza suscettibile di formare la cosa giudicata nè costituisce provvedimento equipollente.

    Il tribunale di Montepulciano, con sentenza pubblicata il 20 gennaio 2000, rigettava il gravame della società Realtà Aziendali Banca Dati Centrale spa, che condannava alle...

  • Diritto

    Motivi della decisione

    Con il primo mezzo di doglianza - deducendo il vizio di motivazione su un punto decisivo della controversia - la società ricorrente critica l'impugnata sentenza, perché il giudice del merito avrebbe fatto derivare l'inammissibilità dell'azione dal ritardo notevole con il quale essa aveva azionato il suo titolo esecutivo, risalente ad otto anni prima.

    Assume che in diritto l'affermazione non è corretta e denuncia che la circostanza sarebbe, comunque, smentita dalle risultanze probatorie, che dimostrerebbero, invece, come essa ricorrente per il recupero del suo credito si fosse attivata molti anni prima dell'introduzione della domanda in oggetto.

    Con il secondo motivo d'impugnazione la società ricorrente deduce che, poiché l'ordinanza di assegnazione del credito pignorato (art. 553 cod. proc. civ.) sostanzialmente assume contenuto decisorio quale provvedimento in grado di trasferire un diritto, per essa, volta che non sia più impugnabile o modificabile, il giudice del merito non avrebbe dovuto dichiarare inammissibile il rimedio dell'opposizione di terzo revocatoria (art. 404, secondo comma, cod. proc. civ.).

    Con il terzo motivo la società ricorrente, premesso che aveva notificato l'atto introduttivo del giudizio alla società terza pignorata "per quanto occorre" e senza prendere nei suoi confronti alcuna conclusione, deduce la violazione dell'art. 100 cod. proc. civ., in quanto la predetta società si era tuttavia costituita nel giudizio pur non avendovi interesse, e lamenta di essere stata erroneamente condannata a pagare alla Vrinel srl le spese processuali del doppio grado del giudizio.

    Aggiunge che, comunque, in suo favore dovrebbe essere emessa sentenza di condanna della Vrinel srl per le ingenti spese processuali che la stessa illegittimamente e senza titolo...

Correlazioni:

Legislazione Correlata (6)

Visualizza successivi
please wait

Caricamento in corso...

please wait

Caricamento in corso...