ATTENZIONE: stai consultando la versione GRATUITA della Bancadati. Per accedere alla versione completa abbonati subito

  • Fatto

    Svolgimento del processo

    1. Con sentenza resa il 17 gennaio 1995 il Tribunale di Voghera, in accoglimento della domanda proposta del fallimento di R. A., dichiarato il 24 luglio 1992, dichiarò inefficace l'atto per notaio Motti di Piacenza del 24 settembre 1990, con il quale il fallito aveva donato alla moglie M. Z. la sua quota indivisa pari alla metà di taluni beni immobili, attribuitagli il 9 febbraio 1990, allorché i coniugi avevano optato per il regime patrimoniale della separazione dei beni in sostituzione della preesistente comunione.

    La decisione, impugnata da M. Z., fu confermata con sentenza resa il 19 marzo 1997 dalla Corte d'appello di Milano, che disattese un'eccezione di nullità degli atti introduttivi dei giudizi di primo e di secondo grado per invalidità della procura rilasciata su foglio separato.

    Ritennero i giudici del merito; a) era irrilevante il fatto, sul quale la convenuta appellante aveva articolato una prova testimoniale, che i beni controversi fossero stati acquistati durante il regime di comunione con danaro di esclusiva proprietà della donna, essendo documento che al momento della donazione i beni erano di proprietà di A.; b) la dedotta, ma insussistente, natura remuneratoria della donazione controversa non ne avrebbe comunque escluso la revocabilità.

    Ricorre per cassazione M. Z., che propone due motivi di ricorso, cui resiste con controricorso il fallimento.

  • Diritto

    Motivi della decisione

    2. Con il primo motivo la ricorrente ripropone l'eccezione di nullità degli atti introduttivi dei giudizi di merito, lamentando che la Corte d'appello di Milano si sia discostata dalla giurisprudenza prevalente secondo la quale è affetta da nullità la procura autenticata dal difensore e rilasciata su un foglio staccato dall'atto processuale cui accede e legato allo stesso da una spilletta.

    Con il secondo motivo la ricorrente deduce che contraddittoriamente e, comunque, erroneamente la corte d'appello non abbia considerato irrevocabile la donazione in quanto eseguita da A. in adempimento del dovere morale di restituire alla moglie l'integrale proprietà dei beni acquistati con danaro di sua esclusiva pertinenza e, comunque, quale liberalità d'uso intesa alla remunerazione delle prestazioni ricevute. 3.1- Va preliminarmente disattesa l'eccezione con la quale la curatela resistente ha dedotto l'inammissibilità del ricorso per difetto di specialità della procura, rilasciata da M. Z. senza alcun riferimento alla sentenza da impugnare. Secondo la giurisprudenza di questa Corte, invero, "ai fini della specialità della procura, non rileva che la formula di essa non faccia specifico riferimento ad un determinato processo o ad una fase (in particolare, il giudizio di legittimità),. Conseguendone che qualora sia apposta in calce o a margine del ricorso, venendo a costituire un corpus inscindibile con esso ed escludendosi perciò ogni dubbio sulla volontà della parte di proporre quel mezzo d'impugnazione, la specialità è garantita dal tenore delle espressioni usate nella redazione dell'atto" (Cass., sez. un., 17 dicembre 1998, n. 12625, m. 521711). 3.2- Il ricorso è, comunque, infondato.

    A seguito dell'entrata in vigore della legge 27 maggio 1997 n. 141 che ha modificato l'art. 83 c.p.c., invero, la procura al difensore si considera apposta in calce alla citazione o al ricorso anche se rilasciata su foglio separato che...

  • Note redazionali:
    Contenuto riservato agli abbonati
    Fai LOGIN o ABBONATI per accedere al contenuto completo
please wait

Caricamento in corso...

please wait

Caricamento in corso...