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  • Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    Con citazione del 5 settembre 1999 il fallimento srl Italsemole, in persona del curatore conveniva davanti al Tribunale di Foggia la spa Banca di Roma per sentirla condannare in suo favore al risarcimento dei danni ai sensi dell'art. 2043 c.c. in ragione della abusiva concessione di credito alla srl predetta, quando era in bonis, in quanto effettuata in presenza di elementi tali da doverne far riconoscere la situazione di impresa insolvente. Precisava che il credito così concesso aveva tenuto artificiosamente in vita la srl, suscitando nel mercato la falsa opinione che si trattasse di impresa economicamente valida.

    La banca convenuta si costituiva e resisteva eccependo anzitutto la nullità della citazione, l'incompetenza del Tribunale adito, la carenza di legittimazione attiva del curatore per esservi quella dei singoli creditori danneggiati dal preteso illecito, e la prescrizione quinquennale dell'azione. Quindi, quanto alle azioni revocatorie ne eccepiva la inammissibilità per superamento del periodo sospetto, che a suo avviso andava calcolato dalla sentenza del Tribunale di Foggia senza che dovesse darsi alcun rilievo a quella antecedente del Tribunale di Nola, cassata dalla Corte Suprema che aveva dichiarato la competenza del Tribunale pugliese. Ne eccepiva altresì il difetto di interesse con riferimento alla domanda risarcitoria il cui accoglimento avrebbe soddisfatto interamente i creditori.

    Il Tribunale di Foggia con sentenza n. 898 del 2001, non definitiva, rigettava le domande revocatorie per superamento del periodo previsto dalla legge; affermava la propria competenza territoriale sulla domanda risarcitoria della Curatela nonchè la legittimazione attiva della stessa, e rigettava la relativa eccezione di prescrizione.

    La Banca di Roma proponeva regolamento facoltativo di competenza e la Corte di Cassazione con ordinanza n. 1236 del 2001 confermava la competenza territoriale del Tribunale di Foggia ex...

  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    1.1 ricorsi vanno preliminarmente riuniti.

    2. Vanno esaminati, prima del ricorso principale, il primo ed altresì il secondo motivo del ricorso incidentale, ancorchè questo sia espressamente condizionato all'accoglimento del principale, giacchè con essi la Banca propone questioni pregiudiziali di rito che incidono su quella di massima il cui esame è stato demandato a queste Sezioni Unite.

    2.a. Con il primo motivo del ricorso incidentale la Banca lamenta il mancato esame da parte della Corte Barese di un motivo di appello da essa proposto relativo alla già eccepita incompetenza del Tribunale di Foggia.

    2.b. Osserva il collegio che la sentenza impugnata, sia pure senza farne un capo di decisione formalmente evidenziato, ha tuttavia trattato la questione ed ha dato conto di avere esaminato la eccezione di incompetenza, rigettandola, rilevando che la questione era stata risolta dalla ordinanza delle Sezioni Unite n. 12368 del 2001. In tal modo dunque la Corte di merito ha anche motivato in ordine alla ritenuta competenza, giacchè ha espressamente richiamato, condividendolo, il dictum delle Sezioni Unite.

    Il motivo è infondato.

    2.c. Con il secondo motivo la ricorrente incidentale lamenta il mancato rilievo della nullità della domanda originaria di risarcimento dei danni da abusiva concessione del credito, sotto il profilo della mancanza di specificazione. La citazione infatti, come la Corte Barese non ha notato, non indicava i singoli finanziamenti che sarebbero stati effettuati commettendo l'abuso.

    2.d. Osserva il collegio che la domanda della curatela è stata interpretata dalla Corte di merito come fondata sulla allegazione di un complessivo comportamento professionale del banchiere protratto per un certo periodo, il cui effetto è stata la produzione nel mercato della percezione della impresa sovvenuta come ancora finanziatale. La domanda, rileva la sentenza impugnata sul punto, si...

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