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  • Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    La s.r.l. Industriai Lift Technology, in liquidazione, corrente in (OMISSIS), in data 26 maggio 2009 depositava presso il Tribunale di Macerata domanda di ammissione alla procedura di concordato preventivo, proponendo ai creditori la cessione a terzi di beni strumentali mobili, dei crediti, della cassa e del magazzino aziendale, nonchè delle immobilizzazioni.

    La ricorrente allegava alla domanda la relazione di un professionista sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell'impresa, lo stato analitico ed estimativo delle attività e l'elenco nominativo dei creditori, con l'indicazione dei rispettivi crediti.

    Secondo la società proponente e secondo la allegata relazione del professionista la proposta avrebbe consentito l'integrale soddisfacimento dei creditori privilegiati ed il soddisfacimento di quelli chirografari nella misura del 25%, nonchè la allocazione in prededuzione delle spese del ricorso per concordato e di quelle correnti per il completamento delle commesse in corso.

    Con decreto in data 16 settembre 2009 il Tribunale di Macerata ha respinto la domanda di ammissione alla procedura di concordato preventivo presentata dalla società summenzionata, osservando:

    che la summenzionata relazione del professionista, pur rendendo attestazione di fattibilità del piano concordatario, si limita, nel formulare detto giudizio, alla mera operazione contabile di svalutazione (decurtandoli percentualmente) dei crediti risultanti dalle scritture contabili, delle quali deduce la corrispondenza al vero esclusivamente dalla ritenuta regolarità formale della loro tenuta;

    che la mancanza di elementi comprovanti la effettiva esistenza dei crediti appostati in contabilità, la possibilità ed i tempi di realizzazione, nonchè la difficile...

  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    Con il primo motivo la ricorrente denuncia violazione e falsa applicazione R.D. 16 marzo 1942, n. 267, art. 162, comma 2, con riferimento all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3. Il Tribunale avrebbe esorbitato dai limiti di legge, giacchè in nessuna parte del R.D. n. 267 del 1942, art. 162, è previsto che il Tribunale possa svolgere e anticipare valutazioni di merito sulla fattibilità e sui contenuti della proposta, istituzionalmente demandate alle successive fasi procedimentali, dovendosi il Tribunale nella fase di esordio limitare a verificare il. rispetto delle condizioni sostanziali e formali poste dal R.D. n. 267 del 1942, artt. 160 e 161.

    Con il secondo motivo la ricorrente denuncia violazione e falsa applicazione R.D. n. 267 del 1942, art. 161, comma 3, e art. 162, comma 3, con riferimento all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.

    Nell'art. 161 anzicitato non vi sarebbe alcun riferimento alla necessità che il professionista effettui indagini e che il Tribunale verifichi come siano state effettuate indagini sui crediti e sulla tempistica di incasso. La relazione del professionista rappresenterebbe un indubbio elemento di serietà ed attendibilità della proposta, fonte di responsabilità per il professionista stesso, ma, una volta riscontratane la presenza in atti e la sua redazione secondo il contenuto minimo richiesto dalla norma, non potrebbe il Tribunale, nella fase di esordio della procedura, sindacarne la intrinseca attendibilità sulla base di criteri non previsti da detta norma. Per la verifica sul merito, sul contenuto e sulla attendibilità dei dati contabili sarebbe, non a caso, specificamente prevista una successiva fase, nel capo 3^ del titolo 3^, che prevede una verifica dei crediti e dei debiti affidata al commissario giudiziale (art. 170),...

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