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  • Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    La snc Impresa Edile Stradale di Gianni Mario e Marchetti Francesco e l’Impresa individuale Piantoni Giuseppe, costituivano un raggruppamento temporaneo di imprese al fine di partecipare alla gara per l’appalto dei lavori del primo piano generale attrezzature pubbliche urbane, indetta dal Comune di Calcio per l’importo complessivo di L. 1.253.031.491. La snc Marchetti veniva nominata capogruppo. Il 9 aprile del 1991, vinta la gara dall’ATI con un ribasso d’asta del 7,70%, fu stipulato il contratto di appalto.

    In ordine all’esecuzione del contratto sorgeva controversia fra l’Impresa Edile Stradale e l’impresa Piantoni.

    P.G., nella qualita’ di titolare di quest’ultima, conveniva davanti al tribunale di Bergamo la snc Impresa Edile Vigani e Marchetti chiedendone la condanna al pagamento delle seguenti somme:

    A) L. 29.142.734 come differenza tra lo sconto riconosciuto dal P. al Comune appaltante e quello riconosciuto, in tesi andando contro gli accordi di associazione, dalla snc;

    B) L. 15.892.515, quali interessi per il ritardo nei pagamenti subiti a seguito dell’inerzia della convenuta snc nei confronti del Comune di Calcio.

    C) L. 21.672.791 a titolo di differenza fra quanto percepito dalla convenuta (L. 910.710.455) e quanto corrisposto alla attrice impresa individuale (L 879.037.664);

    D) L. 60.609.612 per non avere la convenuta, a dire dell’attrice impresa individuale, inserito nel conto finale le riserve riguardanti gli stati di avanzamento e le liquidazioni che invece essa attrice pretendeva.

    Si costituiva la Impresa Edile stradale convenuta e chiedeva il rigetto della domanda, proponendo riconvenzionale di risarcimento dei danni che quantificava in L. 17.393.434. Sosteneva che l’attrice aveva ...

  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    Va disposta la riunione del ricorso principale e di quello incidentale, ai sensi dell’art. 335 c.p.c..

    Con il primo motivo del suo ricorso s.r.l. Edil Strade Vigani lamenta la violazione agli artt. 306 e 105 c.p.c. Sostiene che la Corte d’appello di Brescia ha erroneamente dichiarato estinto il giudizio rubricato al n. 385/2002, ritenendo valida la rinuncia agli atti inviata dal difensore della impresa edile Giuseppe Piantoni alla Edil Strade Presolana, per la ragione che, non essendo questa costituita, non era necessaria la sua accettazione.

    1.a. Il motivo e’ infondato. L’art. 306 c.p.c. stabilisce che il processo si estingue per rinuncia agli atti del giudizio, quando questa e’ accettata dalle parti costituite che potrebbero avere interesse alla prosecuzione, il fondamento del diritto ad accettare la rinuncia, ovvero di quello, opposto, a non accettarla, sta nell’essere parte costituita nel giudizio. Non gia’ di avere un interesse, posto pure che esso esista, alla partecipazione al giudizio, come ritiene il ricorrente. In alcun modo poteva dal giudice del merito riconoscersi siffatta posizione e la conseguente legittimazione all’intervenuta Edil Strade, oggi ricorrente, benche’ questa fosse in base alla sua prospettazione, titolare di un interesse dipendente da quello dedotto in giudizio, giacche’ essa era carente della posizione prevista dalla legge, ovvero di parte, convenuta e costituita.

    E’ appena il caso di soggiungere che la condivisibile giurisprudenza richiamata dalla ricorrente, relativa alla disciplina dell’intervento adesivo, autonomo ovvero dipendente, non soccorre la tesi del medesimo. Cio’ che rileva nella fattispecie definita dall’art. 306 c.p.c. e’ l’attualita’ dell’interesse processuale, attualita’ che soltanto la ...

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