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Estremi:
Cassazione civile, 2005,
  • Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    Il 14 dicembre 1995, la s.a.s. "Il Glicine", in persona del socio accomandatario E.F., propose opposizione avverso un decreto del Presidente del tribunale di Napoli con il quale le veniva ingiunto il pagamento di oltre 500 milioni di lire in favore della s.p.a. Fime Leasing.

    Espose la società opponente:

    - che il 4 agosto 1992 era stato stipulato un contratto di locazione finanziaria in forza del quale la locatrice Fime leasing aveva ceduto alla Glicine s.a.s. un immobile ubicato in Sorrento (NA) - da destinare all'attività ricreativa di esercizio di bowling - per la complessiva somma di oltre 2 miliardi ed ottocento milioni di lire;

    - che, contestualmente alla stipula del negozio di leasing, la società finanziaria (e non la società il Glicine, come erroneamente indicato nella narrativa della sentenza di appello, per un evidente lapsus calami) aveva acquistato l'immobile dalla proprietaria, M.R. (madre del socio accomandatario della Glicine s.a.s.), la quale risultava altresì fideiussore, insieme agli altri suoi figli (soci, a loro volta, della Glicine), del contratto di leasing, per l'importo di 750 milioni di lire;

    - che il corrispettivo della locazione finanziaria sarebbe dovuto essere pagato in 96 canoni, il primo pari a 175 milioni di lire, già versato al momento della consegna, i successivi, con cadenza mensile, dell'importo di circa 28 milioni cadauno;

    - che era stato pattuito l'obbligo per l'utilizzatore (e non per il concedente, come, invece, normalmente prassi contrattuale in analoghe vicende negoziali) di garantire la consegna del bene entro la data del 31.101992;

    - che M.R. aveva dovuto altresì iscrivere ipoteca su di un altro immobile di sua proprietà, sempre al fine di...

  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    Il ricorso è infondato e va, pertanto, rigettato, anche se la motivazione della sentenza d'appello deve essere per un verso corretta, per l'altro integrata.

    Con il primo motivo, il ricorrente lamenta violazione e falsa applicazione dei principi e delle norme che caratterizzano il contratto atipico di sale & lease back, che non è ravvisabile in presenza di rapporto trilatero; violazione e falsa applicazione dell'art.2744 c.c. e dei principi che disciplinano il divieto del patto commissorio; violazione e falsa applicazione dell'art.2697 c.c. e dei principi che disciplinano l'onere della prova, in particolare dell'art.2729 c.c. e dei principi che disciplinano le presunzioni; insufficiente e contraddittoria motivazione su un punto decisivo della controversia e, in particolare, sull'esclusione, nella fattispecie, del requisito della trilateralità, che esclude l'operazione di sale & lease back.

    Con il secondo motivo, il ricorrente si duole di un'ulteriore violazione e falsa applicazione dei principi che richiedono l'identificazione di due autonomi patrimoni e di due persone in ipotesi di persona giuridica e persona fisica; violazione del principio che esclude la società di fatto tra persona giuridica e persona fisica; violazione e falsa applicazione dell'art.2697 c.c. e dei principi che disciplinano la prova, in particolare l'istituto delle presunzioni di cui all'art.2729 c.c.; insufficiente e contraddittoria motivazione su un punto decisivo della controversia; violazione e falsa applicazione degli artt.1362 ss. c.c. in relazione all'interpretazione di contratti dichiarati nulli; violazione e falsa applicazione dei principi che caratterizzano il contratto atipico di sale & lease back; violazione e falsa applicazione dell'art.2744 c.c.

    Alla soluzione del caso di...

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