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  • Fatto

    Svolgimento del processo

    Vincenzo Giordano, con ricorso al Pretore di Frosinone, sezione di Anagni, chiedeva che fosse dichiarato illegittimo il licenziamento intimatogli dalla società IITAV s.r.l. il 23.11.1994 per asserita cessazione dell'attività produttiva e conseguente chiusura dello stabilimento di Anagni dove assumeva di aver lavorato con mansioni di direttore industriale. Sosteneva che l'attività produttiva non era affatto cessata ma era proseguita per conto della società TIME s.r.l., dalla quale proveniva la maggior parte del personale ITAV (assunto al termine di una precedente procedura di mobilità) e per la quale, prima di essere assunto dalla ITAV, aveva lavorato con l'incarico di direttore responsabile dello stesso stabilimento di Anagni. Aggiungeva che, in realtà aveva contemporaneamente e indifferentemente lavorato per le due società, nonché, con analoghe funzioni, anche per le società ICAS s.r.l., HTM s.r.l., SERI s.r.l., Consorzio COFIP s.r.l. e TIME s.r.l., tutte appartenenti al medesimo Gruppo COFIP, e che, stante la sostanziale unicità del rapporto di lavoro, tutte le società suddette dovevano essere ritenute solidalmente responsabili per il pagamento delle somme dovutegli a causa dell'illegittimo licenziamento, a titolo di TFR, di indennità sostitutiva del preavviso e di indennità supplementare. Chiedeva, di conseguenza, la condanna delle sette società, in solido, al pagamento di tali somme.

    Nel costituirsi in giudizio, le sette società convenute deducevano, in particolare, che l'attività indicata in ricorso era stata svolta dal Giordano esclusivamente in qualità di consigliere di amministrazione (o, nel caso della TIME, di vicepresidente del consiglio di amministrazione) e che il licenziamento era pienamente giustificato dalla cessazione dell'attività produttiva della ITAV.

    Con sentenza in data 25 maggio 1998, il Pretore dichiarava...

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  • Diritto

    Motivi della decisione

    Il ricorso principale e quello proposto in via incidentale devono essere riuniti avendo ad oggetto la stessa sentenza (art. 335 c.p.c.) Con il primo motivo del ricorso principale le società ricorrenti deducono violazione dell'art. 112 c.p.c. nonché vizio di motivazione contraddittoria, illogica e insufficiente su punti decisivi (art. 360, nn. 3 e 5, c.p.c.) e censurano l'iter logico giuridico con il quale il Tribunale ha giustificato la conclusione che la prestazione lavorativa dirigenziale eseguita dal Giordano, lungi dall'essere resa nell'esclusivo interesse della ITAV s.r.l, era, in effetti, rivolta contestualmente a una pluralità di società. Sostengono che tale conclusione si fonda su due pretesi "accertamenti di fatto" tra di loro insanabilmente contrastanti e tali, per questo, da rendere incomprensibile la" ratio decidendi". Invero, da un lato, nella prima parte della sentenza si dà apoditticamente per accertato che le varie società facenti parte del Consorzio (anzi soltanto due di esse, la ITAV e la TIME) costituissero un unitario centro di imputazione di rapporti giuridici e, dunque, fossero prive di autonomia soggettiva e imprenditoriale; mentre, dall'altro lato, nella seconda parte della sentenza, si asserisce, del tutto contraddittoriamente e per di più "ultra petita", che quattro di quelle società (le stesse ITAV e TIME, nonché la HTM e la ICAS) costituissero quattro aziende distinte, con distinta soggettività.

    Altrettanto contraddittoriamente, mentre, secondo il primo preteso "accertamento", il rapporto di lavoro sarebbe intercorso tra il Giordano e l'unitario centro di imputazione di rapporti giuridici, secondo l'altro "accertamento", del tutto incompatibile con il primo e tale da smentire l'asserita unicità del soggetto datore di lavoro, un unico rapporto di lavoro sarebbe intercorso alle dipendenze di pii soggetti distinti. Aggiungono...

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