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  • Fatto

    Svolgimento del processo

    Con atto di citazione notificato il 22.4.1996 Praticò Felice conveniva in giudizio, davanti al giudice di pace di Reggio Calabria, Pontari Francesco ed il commissario liquidatore della Firs Assicurazioni, assumendo che il 23.6.1993, quando già aveva ultimato la manovra di retromarcia con la propria auto Skoda, veniva improvvisamente investito dall'auto di proprietà del Pontari, che sopraggiungeva ad elevata velocità ed urtava contro la parte posteriore della propria autovettura; che, a seguito di ciò, egli riportava danni alla macchina ed alla persona, dei quali chiedeva il risarcimento.

    Resistevano la l.c.a. della Firs ed il Pontari.

    Il Giudice disponeva l'integrazione del contraddittorio nei confronti dell'Assitalia s.p.a., quale litisconsorte necessario, che non si costituiva. Il giudice di pace con sentenza n. 42-1997 rigettava la domanda.

    Proponeva appello l'attore.

    Si costituivano la l.c.a. della Firs ed il Pontari, mentre rimaneva contumace l'Assitalia.

    Il tribunale di Reggio Calabria, con sentenza depositata il 10.12.1998, accoglieva l'appello e condannava gli appellati in solido al pagamento nei confronti dell'attore della complessiva somma di L.

    1.700.000, oltre rivalutazione ed interessi.

    Riteneva il tribunale che dalla prova testimoniale risultava che l'auto dell'attore era ormai ferma al momento dell'incidente, essendo stata completata la retromarcia, per effetto della quale l'attore si era immesso dal parcheggio sulla via pubblica; che, quindi, non poteva ritenersi violato l'art. 154 cod. strad.; che il danno subito dall'auto, tenuto conto di quanto risultava dalle fotografie, dal tipo di macchina e dall'anno di immatricolazione era superiore al valore della stessa, per cui detto danno andava liquidato...

  • Diritto

    Motivi della decisione

    1. Con il primo motivo di ricorso la ricorrente lamenta la violazione e falsa applicazione degli artt. 101 e 102 c.p.c., in quanto la prova testimoniale dedotta dall'attore era stata assunta dal giudice di primo grado, prima ancora che fosse integrato il contraddittorio nei confronti dell'Assitalia, nulla rilevando che, a contraddittorio integrato, l'Assitalia fosse poi rimasta contumace.

    2. Ritiene questa Corte che il motivo sia infondato e che lo stesso vada rigettato.

    Va, anzitutto, osservato che la censura in questione non pone un problema di mancata integrazione del contraddittorio, a norma dell'art. 102 c.p.c., in quanto, allorché la sentenza è stata emessa, il contraddittorio era integrato, per cui non sussisteva più un problema di integrazione del contraddittorio per evitare una sentenza inutiliter data.

    La censura ora indicata pone, invece, il problema della validità degli atti di acquisizione delle prove testimoniali raccolte prima dell'integrazione del contraddittorio.

    Nel sistema vigente non può essere posto in dubbio che il procedimento di acquisizione delle prove nel processo deve rispettare il principio del contraddittorio, in questo caso inteso nel senso che le parti debbono essere messe in condizione di interloquire sul meccanismo dell'acquisizione, se esso si risolve nella compressione del loro diritto di difesa.

    Ciò vuole dire che quella conseguente è una nullità posta nell'interesse della parte pretermessa e deve essere fatta valere nei modi indicati nel secondo comma dell'art. 157 cod. proc. civ., opportunamente adattati al sistema dell'assunzione del mezzo istruttorio (Cass. 8.9.1998, n. 8878; Cass. 17 giugno 1974, n. 1757).

    Quando sia stata raccolta, quindi, una prova testimoniale anteriormente all'integrazione del...

  • Note redazionali:
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