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  • Fatto

    IN FATTO

    M.F. e S.L. ricorrono avverso la Sentenza della Corte d'Appello di Bologna che, in data 23.10.2008, li ha condannati perchè responsabili di concorso con altri nel reato di bancarotta fraudolenta aggravata, commessa per il tramite di Srl.

    PNEUS OMNIA, dichiarata fallita in data il (OMISSIS).

    La vicenda attiene alla gestione di un organismo commerciale, operante nel campo dei pneumatici, amministrato da diverse persone, succedutesi nel tempo, e pervenuto alla procedura concorsuale privo di ogni risorsa attiva e di ogni traccia documentale. L'istruttoria, svolta nelle fasi del giudizio di merito, aveva accertato che la merce veniva acquistata a credito e che, prima delle scadenze di pagamento, essa era asportata dai locali della società e destinata a località belghe, donde era prelevata per ulteriore destinazione che non è stata identificata. Originariamente agli imputati erano contestati anche i delitti di associazione per delinquere, votata alle truffe, e numerosi episodi di violazione dell'art. 640 c.p.: ma questi addebiti risultarono prescritti al momento del giudizio di secondo grado. Altri coimputati non risultano oggi ricorrenti.

    L'impugnazione degli attuali imputati è sorretta dai seguenti motivi:

    M.:

    a) la contestazione in udienza di alcune aggravanti del reato di truffa che così "sanavano" l'intrinseca improcedibilità dell'addebito per difetti afferenti alle querele, ha irregolarmente legittimato la perseguibilità ufficiosa del medesimo;

    b) carenza di motivazione sulla ricorrenza della fattispecie di associazione per delinquere e, segnatamente, sull'accordo criminoso intercorso tra i prevenuti;

    c) carenza ed illogicità della motivazione circa il ruolo assunto dal ricorrente nel contestato delitto di...

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