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Estremi:
Cassazione civile, 2006,
  • Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    Con atto di citazione notificato in data 08/03/1999 la Cassa di Risparmio della Provincia di L'Aquila conveniva avanti al Tribunale di Roma i coniugi B.A. e M.V. per sentire dichiarare l'inefficacia nei propri confronti dell'atto di costituzione del fondo patrimoniale posto in essere con rogito 18/03/1994 in quanto pregiudizievole alle ragioni di credito che vantava nei confronti del B., raggiunto, quale fideiussore della debitrice principale società REGIM, da due ingiunzioni di pagamento per complessive L. 153.503.271 che traevano origine da debiti pregressi rispetto alla costituzione del fondo patrimoniale.

    Si costituivano i convenuti che eccepivano pregiudizialmente la carenza di potere rappresentativo nel direttore generale che aveva rilasciato la procura alle liti ed il difetto di legittimazione della M.. Nel merito, chiedevano il rigetto della domanda perchè infondata.

    Il Tribunale con sentenza n. 2756/2001 accoglieva la domanda.

    Proponevano impugnazione i suddetti coniugi ed all'esito del giudizio, nel quale si costituiva la Cassa di Risparmio, la Corte d'Appello di Roma con sentenza del 22/01-27/02/2003 rigettava il gravame.

    Relativamente alle questioni che sarebbero state oggetto del ricorso per Cassazione, disattendeva in primo luogo la Corte d'Appello la eccezione di nullità della sentenza impugnata prospettata sul rilievo dell'omessa trascrizione delle conclusioni delle parti, rilevando che tale trascrizione non ne costituisce un elemento necessario previsto a pena di nullità.

    Quanto alla dedotta carenza del potere rappresentativo del direttore generale che aveva conferito la procura in primo grado, dopo aver precisato che l'omesso esame da parte del Tribunale di una tale questione pregiudiziale comporta solo l'obbligo della pronuncia da parte del Giudice del gravame e non già una radicale invalidità della sentenza di primo grado, osservava innanzitutto che con la costituzione in...

  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    Con il primo motivo di ricorso B.A. e M. V. denunciano violazione e falsa applicazione degli artt. 132, 156 e 112 c.p.c.. Lamentano che la Corte d'Appello abbia escluso, pur in mancanza di una decisione sul punto da parte del Tribunale, la nullità della sentenza di primo grado in relazione all'omessa trascrizione delle conclusioni nella relativa intestazione sul rilievo, oltre che della mancata previsione di tale ipotesi come motivo di nullità, anche della possibilità di intervento da parte del Giudice del gravame, senza considerare che in tal modo gli appellanti hanno perso un grado di giudizio e che una tale nullità deve essere affermata quando sia mancata una decisione sulle domande ed eccezioni proposte, come era avvenuto nel caso in esame in cui il Tribunale aveva omesso di esaminare le eccezioni pregiudiziali riguardanti la carenza di legittimazione del direttore generale e della M..

    Con il secondo motivo i ricorrenti denunciano violazione e falsa applicazione dell'art. 2384 c.c. e dell'art. 75 c.p.c., nonchè insufficiente motivazione. Lamentano che la Corte d'Appello abbia rigettato l'eccezione di carenza di legittimazione del direttore generale nonostante lo statuto della banca conferisca la rappresentanza in giudizio al Presidente e potendo il direttore generale compiere solo gli atti conservativi delle ragioni di credito mediante richiesta di provvedimenti monitori, cautelari o d'urgenza nonchè promuovere le azioni esecutive conferendo le relative procure. Deduce altresì che la costituzione nella fase di appello della persona legittimata può sanare la "legitimatio ad causarti" ma non la mancanza di legittimazione ad agire che attiene al merito e soprattutto non poteva sanare nel caso in esame l'intervenuta prescrizione quinquennale di cui all'art. 2903 c.c., risalendo la stipulazione dall'atto al 18/03/1994, la notifica dell'invalida citazione introduttiva all'08/03/1599 e la tardiva costituzione sanante al...

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