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  • Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    G.F., in proprio e nella qualità di genitore esercente la potestà sui figli minori E. e Fr., con atto notificato il 10.3.1997 conveniva in giudizio l'Università degli Studi La Sapienza dinanzi al tribunale di Roma, chiedendone la condanna al risarcimento dei danni (da responsabilità extracontrattuale ex artt. 2043 e 2050 c.c., nonchè contrattuale) subiti:

    a) quali eredi, essendo il primo il marito della defunta B.L. e gli altri i figli della medesima, delle somme dovute a quest'ultima a titolo di risarcimento dei danni patrimoniali, biologici e morali, conseguenti alla patologia (AIDS), derivatale in seguito alla somministrazione di emoderivati ed emotrasfusioni, che ne aveva causato la morte;

    b) iure proprio al risarcimento dei danni patrimoniali, biologico e non patrimoniali, subiti a seguito della morte della B., intervenuta nel 1996;

    c) il solo G.F. in proprio al risarcimento dei danni derivatigli dal contagio dell'Aids tramite i rapporti sessuali con la defunta moglie.

    Assumevano gli attori che la B., emofiliaca, si era sottoposta a somministrazione di emoderivati e plasma dal 1973 al 1992 presso la sezione del dipartimento di Biopatologia umana dell'Università convenuta, che, a causa di questi trattamenti, era risultata prima sieropositiva all'HIV e, quindi, tale infezione era degenerata nel 1994 in AIDS, portandola alla morte.

    L'Università chiamava in garanzia il proprio assicuratore,la s.p.a. Assicurazioni d'Italia.

    Veniva chiamato iussu iudicis anche il Ministero della Sanità, nei cui confronti gli attori estendevano le domande proposte a titolo di responsabilità extracontrattuale.

    Il Tribunale di Roma, con sentenza n. 20902 del 2001, respingeva tutte le domande. In particolare rigettava le eccezioni di prescrizione, ma accoglieva quella sollevata dall'Università e relativa alla responsabilità extracontrattuale fatta valere iure hereditatis dagli attori, in quanto...

  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    1. La causa è stata rimessa alle Sezioni Unite, presentando questioni di massima di particolare importanza relative: al nesso causale in tema di responsabilità civile, segnatamente da condotta omissiva; al dies a quo della prescrizione per il risarcimento dei danni lungolatenti; alla responsabilità della struttura sanitaria e del Ministero della Salute per danno da sangue infetto; al rapporto tra indennizzo ex L. n. 210 del 1992, e risarcimento del danno.

    Preliminarmente vanno riuniti i ricorsi.

    Sempre preliminarmente vanno esaminate le eccezioni di difetto di legittimazione passiva avanzate dai ricorrenti incidentali con i primi tre motivi del loro ricorso incidentale. Con il primo motivo l'Università La Sapienza lamenta la violazione e falsa applicazione dei principi di cui al D.L. 1 ottobre 1999, n. 341, conv. in L. 3 dicembre 1999, n. 453, in punto di legittimazione passiva dell'Università per effetto dell'istituzione dell'Azienda Policlinico Umberto I, in relazione all'art. 360 c.p.c., n. 3, nonchè il difetto di motivazione in relazione all'art. 360 c.p.c., n. 5.

    2. Il motivo è infondato.

    Il citato D.L. n. 341 del 1999, ha costituito l'Azienda Policlinico Umberto I quale ente dotato di personalità giuridica di diritto pubblico, precisando che detto ente succede "all'omonima azienda universitaria nei rapporti in corso relativi alla gestione dell'assistenza sanitaria con utenti, autorità competenti e altre amministrazioni, nei contratti in corso per la costruzione di strutture destinate ad attività assistenziali, nonchè nei contratti in corso per la fornitura di beni o servizi destinati all'assistenza sanitaria" (art. 1).

    La successione in tali termini disposta non è stata, pertanto, a carattere universale e non ha quindi avuto alcuna incidenza sui processi pendenti che, conseguentemente, proseguono tra le parti originarie (art. 111 c.p.c., comma 1). Secondo quanto originariamente...

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