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  • Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    Con citazione notificata il 7.11.1991 V.P., emofiliaco, conveniva davanti al tribunale di Napoli la Usl (OMISSIS) per ottenere il risarcimento dei danni per aver contratto l'Aids a seguito della somministrazione di emoderivati e delle trasfusioni praticate presso l'ospedale (OMISSIS).

    Si costituiva la convenuta, contestando la sussistenza del nesso di causalità tra le somministrazioni di emoderivati e trasfusioni avvenute presso la propria struttura ospedaliera, eccepiva la prescrizione del danno, poichè l'ultima somministrazione praticata risaliva al 1984 ed assumeva che, in ogni caso, essa aveva utilizzato emoderivati e sangue la cui commercializzazione era stata autorizzata dal Ministero della Sanità. Il 17.12.1994, in esecuzione di ordinanza del g.i., l'attore chiamava in causa il Ministero della Sanità, chiedendone la condanna in solido.

    Il Ministero si costituiva, assumeva il proprio difetto di legittimazione passiva ed eccepiva la prescrizione ex art. 2947 c.c., Il tribunale rigettava la domanda.

    La Corte di appello di Napoli, adita dall'attore, con sentenza depositata il 5.4.2002, rigettava l'appello.

    Riteneva la corte di merito che non era provato che il V. avesse effettuato le trasfusioni solo presso l'ospedale (OMISSIS) e non anche in altre strutture, poichè egli aveva dichiarato che a partire del 1985 era stato sottoposto a trasfusioni presso strutture pubbliche venete; che, in ogni caso, risultava che le patologie del V. furono accertate dalle strutture venete nel novembre 1986, con conseguente prescrizione del diritto al risarcimento dei danni nei confronti dello Stato, citato nel 1994; che, quanto alla responsabilità della regione, la stessa era da escludere anche per mancanza di colpevolezza della stessa.

    Avverso questa sentenza ha proposto ricorso per cassazione l'attore, che ha anche presentato memoria.

    Resistono con rispettivi controricorsi la gestione liquidatoria...

  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    1.1. La causa è stata rimessa alle Sezioni Unite, presentando questioni di massima di particolare importanza relative: al nesso causale in tema di responsabilità civile, segnatamente da condotta omissiva; al dies a quo della prescrizione per il risarcimento dei danni lungolatenti.

    Con il primo articolato motivo di ricorso il ricorrente lamenta la violazione dell'art. 2050 c.c., per non avere la Corte di merito ritenuto che la responsabilità del Ministero della Salute nei compiti relativi ad attività connesse ad emotrasfusioni o somministrazioni di emoderivati integrasse attività pericolosa ai sensi dell'art. 2050 c.c., per cui competeva al Ministero dimostrare un diverso meccanismo causale rispetto a quello prospettato e dimostrato dal ricorrente.

    1.2. Lamenta, inoltre, il ricorrente che la sentenza impugnata ha effettuato una non corretta applicazione dei principi in tema di nesso causale, poichè ha negato l'esistenza del nesso causale, sul rilievo che non poteva escludersi che il contagio da HIV fosse dovuto ad altre emotrasfusioni effettuate successivamente in (OMISSIS) presso altre strutture, oltre quelle precedentemente effettuate presso l'Ospedale (OMISSIS), senza che fosse stata fornita alcuna prova di un diverso meccanismo eziologico delle patologie.

    Secondo il ricorrente la motivazione in tema di nesso causale è insufficiente e contraddittoria e la mancata ammissione di una consulenza tecnica ha impedito un accertamento in merito.

    1.3. Si duole poi il ricorrente che non sia stato conferito valore probatorio all'accertamento della Commissione medica ospedaliera, che aveva riconosciuto tale nesso eziologico con le trasfusioni effettuate presso l'ospedale (OMISSIS).

    2.1. Con la prima censura del secondo motivo il ricorrente lamenta che non sia stata affermata la natura contrattuale del rapporto tra Ministero e paziente assistito, atteso che la normativa attribuisce al Ministero...

Correlazioni:

Note a sentenza (1)

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