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Estremi:
Cassazione penale, 2010,
  • Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCEDIMENTO E MOTIVI DELLA DECISIONE

    Con sentenza 29.9.04 il Tribunale di Cassino dichiarava L. R. e V.A. - rispettivamente quali amministratore di diritto e di fatto della s.r.l "La Cassinese Carni fallita il (OMISSIS) - responsabili, in concorso tra di loro e con altri, di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale per sottrazione di tutti i beni societari e per distruzione dei libri e scritture contabili in modo da non consentire la ricostruzione del patrimonio e delle vicende societarie (capo C): con le attenuanti generiche li condannava a pena ritenuta di giustizia; dichiarava non doversi procedere nei loro confronti con riguardo ad altri reati (distruzione di scritture e documenti obbligatori in modo da non consentire la ricostruzione del volume di affari e dei redditi della s.r.l. La Cassinese Carni, al fine di evadere il fisco nonchè analoga violazione con riguardo alla s.r.l. "Laziale Carni"; capi A e B) perchè estinti per prescrizione. Tale decisione veniva confermata dalla Corte di appello di Roma con pronuncia 16.10.08 avverso la quale gli imputati hanno proposto ricorso per cassazione nei termini infradescritti.

    L.R..

    1 - Violazione del principio del ne bis in idem e vizio di motivazione con riguardo alla ritenuta sussistenza della bancarotta fraudolenta documentale.

    2 - Vizio di motivazione con riguardo alla ritenuta sussistenza della bancarotta patrimoniale.

    La censura sub 1 sotto il primo profilo è infondata.

    Correttamente, invero, i giudici di merito hanno escluso l'assorbimento del reato sub A in quello sub C ed al contempo va escluso che vi sia stato duplice addebito della medesima condotta.

    In particolare va segnalato che la disposizione di cui alla L. n. 516 del 1982, art....

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