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  • Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    Deltavision s.r.l. proponeva opposizione allo stato passivo del Fallimento Pathè Comunicazioni s.r.l. chiedendo l'ammissione del suo credito di L. 800 milioni portato da cambiali. Esponeva che a seguito della cessione da parte sua dei diritti di sfruttamento televisivo di alcune telenovele, la Odeon Programmi TV era rimasta obbligata al pagamento del corrispettivo; che con scrittura privata 30.9.1988 era stato convenuto con l'acquirente e società terza che l'obbligazione sarebbe stata garantita anche da fideiussione della Odeon Finanziaria s.r.l., poi divenuta Pathè Comunicazioni s.r.l., fideiussione che veniva regolarmente prestata; che con scrittura privata 28.9.1990 la Arvedi s.r.l. si era obbligata al pagamento in suo favore della somma di L. 1.400.000.000, che si riferiva al pregresso debito; che la somma doveva essere pagata in parte a mezzo cambiali emesse da Pathè Comunicazioni all'ordine di Arvedi e da quest'ultima girate all'opponente; che l'accordo era espressamente definito non novativo della pregressa obbligazione; che alcune cambiali erano andate insolute e che il 6.6.1991 era stato dichiarato il fallimento della Pathè Comunicazioni.

    Il Fallimento Pathè Comunicazioni si costituiva in giudizio opponendosi all'accoglimento della domanda. Il Tribunale di Roma con sentenza 16.12.1997 rigettava l'opposizione osservando che la fideiussione era priva di data certa. Di conseguenza unica fonte del credito erano le cambiali, che tuttavia si riferivano ad un'obbligazione assunta senza corrispettivo, sì che la stessa doveva ritenersi inefficace ai sensi della L. Fall., art. 64.

    La Corte d'appello di Roma con sentenza 28.1.2002 rigettava l'appello della Deltavision s.r.l. Osservava che il curatore era terzo nel giudizio di opposizione a stato passivo e che la fideiussione era priva di data certa perchè i diversi documenti prodotti dall'appellante, già in primo grado, per dimostrare l'anteriorità della scrittura...

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  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    1. Con il primo motivo la ricorrente deduce vizio di motivazione e violazione dell'art. 2704 c.c.. I documenti che la Corte d'appello avrebbe considerato mera prova indiziaria dell'anteriorità della scrittura privata contenente l'impegno a concedere la fideiussione - sulla premessa che non è consentita la prova della certezza della data per il tramite della prova testimoniale o per presunzioni - non sarebbero meri indizi, ma fatti che ai sensi dell'art. 2704 c.c. stabiliscono in modo certo l'anteriorità della formazione del documento.

    Il Fallimento inoltre non potrebbe essere considerato terzo non avendo proposto alcuna domanda riconvenzionale esperibile a tutela della massa, ma avendo soltanto eccepito che la garanzia prestata era garanzia a titolo gratuito.

    Con il secondo motivo la ricorrente deduce difetto di motivazione nonchè violazione della L. Fall., art. 64. L'impegno a rilasciare la fideiussione era stato assunto ben oltre il biennio dalla dichiarazione di fallimento, rilevante ai sensi dell'art. 64. Nella specie, inoltre, non sarebbe questione di atto a titolo gratuito, perchè la fideiussione era stata rilasciata dalla Pathè Comunicazioni nel suo proprio interesse, perchè la società garantita era da essa controllata, e quindi nell'interesse alla conservazione del valore della partecipazione.

    2. Il primo motivo di ricorso è fondato. La Corte d'appello ha ritenuto che i documenti prodotti, tra i quali figurava la raccomandata di conferma della ricezione della fideiussione del 7.11.1988 e il deposito di copia della scrittura privata in occasione della presentazione dell'istanza per la dichiarazione di fallimento della Pathè Comunicazioni, fossero inidonei a provare la data dell'accordo fideiussorio, non essendo ammessa in proposito la prova per presunzioni.

    Nel lamentare l'omessa ed illogica motivazione su un punto decisivo della controversia la ricorrente osserva che non si è in presenza...

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