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Estremi:
Cassazione civile, 2003,
  • Fatto

    Svolgimento del processo

    Il Ministro della giustizia con nota del 30 settembre 1999 ha promosso azione disciplinare nei confronti della dottoressa Valleverdina Cassaniello, all'epoca dei fatti sostituto procuratore della repubblica presso il tribunale di Foggia, per avere omesso di richiedere la rimessione in libertà del cittadino del Ghana Alex Kwasi Bourge, arrestato a Napoli il 19 agosto 1996 in relazione ai reati di cui agli articoli 605, 582, 61, 2 comma, 612, 2 comma e 112 c.p., pur essendo scaduti i termini massimi di custodia cautelare fin dal 19 febbraio 1997. Il predetto cittadino straniero è stato rimesso in libertà solo il 20 maggio 1998 (con ben 15 mesi di ritardo) su richiesta di altro sostituto della stessa procura, essendosi l'incolpata allontanata dall'ufficio il 1 settembre 1997 ai sensi della legge n. 1204 del 1971 senza adottare il provvedimento dovuto.

    Interrogata in fase istruttoria l'incolpata ha precisato, in punto di fatto, che:

    - il fascicolo processuale relativo al cittadino straniero era pervenuto alla procura della repubblica di Foggia il 12 settembre 1996, inviato dalla procura della repubblica di Napoli che, a seguito del provvedimento di custodia cautelare in carcere del g.i.p. di Napoli del 22 agosto 1996 per il solo reato di cui all'art. 605 c.p. la cui consumazione era iniziata nel circondario di Foggia, ne aveva ordinato in data 27 agosto 1996 la trasmissione alla procura territorialmente competente;

    - detto fascicolo era stato sottoposto da un funzionario di cancelleria alla sua attenzione, in quanto sostituto di turno delegato al compimento degli atti urgenti, solo il 30 settembre successivo;

    - lo stesso giorno ne aveva ordinato l'iscrizione al ruolo generale, lo aveva assegnato a se stessa e aveva provveduto ad annotare sulla copertina "vi è misura cautelare. Urg." e il...

  • Diritto

    Motivi della decisione

    1. Denunciando l'illogicità, la contraddittorietà e l'insufficienza della motivazione, la ricorrente, in particolare lamenta che la sezione disciplinare: a) abbia preso in considerazione testimonianze di contenuto incerto e dalle quali risultano mere supposizioni dei testi; b) non abbia rilevato che quanto si è verificato era esclusiva conseguenza di una grave disorganizzazione dell'ufficio, non imputabile all'incolpata; infatti solo nel giugno 1998, dopo la scoperta della vicenda di cui è causa, è stato istituito nella procura di Foggia un registro degli arrestati, mentre in precedenza il controllo delle scadenze era interamente affidato alla memoria dei magistrati e del personale di cancelleria; c) abbia omesso di considerare che parte del personale amministrativo era stato assolto dalle incolpazioni disciplinari e che nessuna iniziativa disciplinare era stata intrapresa nei confronti del capo della procura; d) abbia omesso di valutare che del ritardo di quindici mesi nell'adozione del provvedimento di rimessione in libertà, il periodo imputabile ad eventuale responsabilità della dottoressa Cassaniello era solo di sette mesi. 2. Il ricorso non è fondato.

    La censura sub a) è del tutto generica e come tale è inammissibile.

    La ricorrente non ha indicato quali parti delle testimonianze poste a base della decisione impugnata siano da ritenere generiche o fondate su mere supposizioni, così non consentendo neppure la valutazione della decisività delle circostanze di fatto di cui si dovrebbe discutere.

    Non è vero, inoltre, che la sezione disciplinare non abbia valutato la situazione di evidente disorganizzazione dell'ufficio (censura sub b), perché, anzi, la sezione stessa ha espressamente affermato che tale circostanza non escludeva la responsabilità dell'incolpata perché la dottoressa Cassaniello era...

  • Note redazionali:
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Correlazioni:

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