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  • Fatto

    FATTO E DIRITTO

    Propone ricorso per Cassazione O.V.G. avverso la sentenza della Corte di appello di Catanzaro in data 1 dicembre 2008 con la quale è stata confermata quella di primo grado (del 6 aprile 2006) che lo aveva condannato alla pena ritenuta di giustizia in ordine al reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale in concorso.

    All' O. era stata mossa l'accusa di avere concorso con l'amministratore della s.r.l. Corvasce (dichiarata fallita il (OMISSIS)) nel sottoscrivere un contratto di locazione di un immobile appartenente alla società fallenda, contratto in virtù del quale si era impegnato a corrispondere canoni sensibilmente inferiori a quelli di mercato, così cagionando un depauperamento del patrimonio societario, con corrispondente grave danno per la massa dei creditori.

    Deduce:

    1) la manifesta illogicità della motivazione riguardo alla configurabilità del concorso di esso ricorrente quale extraneus rispetto al reato proprio. In particolare costituiva un ragionamento arbitrario quello di ritenere che dall'ammontare del canone di locazione pattuito tra le parti potesse inferirsi la consapevolezza, in capo al ricorrente, di una eventuale intenzione frodatoria del responsabile della società titolare dell'immobile locato.

    2) il vizio di motivazione sulla determinazione del danno patrimoniale cagionato, ritenuto tale da integrare la circostanza aggravante di cui alla L. Fall., art. 219, comma 1 nonostante che non possa costituire valido parametro, per la costante giurisprudenza, il pregiudizio sofferto da ciascun creditore insinuato nel fallimento;

    3)- 4) Il vizio di motivazione sulle prove della responsabilità.

    I giudici avrebbero reso una motivazione apparente, non inclusiva della disamina dei motivi di appello.

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