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Estremi:
Cassazione civile, 1994,
  • Fatto

    Svolgimento del processo

    1. Nel 1983 il tribunale penale di Firenze condannò Daniele Pescali, Giovanni Pescali e Umberto Lombardi al pagamento in via solidale della somma di lire 30 milioni, nonché i soli Daniele Pescali e Umberto Lombardi, sempre in via solidale, al pagamento della somma di lire 6 milioni: entrambe le condanne furono pronunciate in favore di Radio Buccioni a titolo di provvisionale per il ristoro dei danni conseguenziali alla condanna inflitta ai Pescali ed al Lombardi per i reati di falso di opera d'arte e associazione per delinquere.

    2. Con atto dell'8 novembre 1985 Daniele e Giovanni Pescali, premesso che essi avevano provveduto al pagamento della complessiva somma di lire 36 milioni determinata dal tribunale di Firenze, hanno chiesto mediante atto di precetto intimato ad Umberto Lombardi il pagamento dell'importo di lire 14.356.500 da lui dovute a titolo di quota per l'intera obbligazione solidale e portata da decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo del tribunale di Milano.

    Umberto Lombardi, con atto del 21 novembre 1985, ha proposto opposizione al precetto, deducendo che egli non era tenuto al pagamento delle provvisionali, in quanto la Corte di appello di Firenze, con sentenza penale del 1 giugno 1985, aveva dichiarato estinti i reati di falso per i quali egli era stato condannato in primo grado dal tribunale e lo aveva assolto dal reato di associazione per delinquere.

    3. L'opposizione è stata rigettata dal tribunale con sentenza del 16 novembre 1987 e questa decisione è stata confermata dalla Corte di appello con sentenza del 30 novembre 1989.

    In particolare la Corte di appello ha ritenuto che, con il pagamento del debito comune, Daniele e Giovanni Pescali si erano surrogati verso il condebitore solidale Umberto Lombardi nel diritto del creditore Radio Buccioni e che il diritto...

  • Diritto

    Motivi della decisione

    5. Seguendo l'ordine logico debbono essere esaminati prima e congiuntamente il secondo ed il terzo motivo del ricorso con i quali il Lombardi, denunciando violazione e falsa applicazione di legge (artt. 1203 n. 3 e 2055 cod. civ.), censura la sentenza impugnata nella parte in cui questa ha ritenuto che nella situazione concreta si verteva in un caso di surrogazione legale, traendo da questa premessa la conclusione che il diritto alla surrogazione non riceveva pregiudizio dai fatti estintivi del credito successivi al pagamento.

    Il ricorrente sostiene: a) che l'azione dei Pescali doveva qualificarsi come esercizio del diritto di regresso indicato dall'art. 2055 cod. civ., il quale presuppone l'esistenza e la persistenza dell'illecito, che invece era stato escluso dalla sentenza penale di secondo grado; b) che, ove il regresso viene esercitato in via di surrogazione, i debitori far valere nei confronti del coobbligato adempiente anche le eccezioni opponibili al creditore in ordine all'esistenza e all'ammontare del debito pagato.

    Entrambe le censure sono infondate.

    6.1. La distinzione, invocata dal ricorrente, tra la solidarietà indicata dall'art. 2055 cod. civ. e quella disciplinata dagli artt. 1292 ss. dello stesso codice, che la sentenza impugnata non avrebbe tenuto presente, non ha alcuna rilevanza pratica nella presente fattispecie. Infatti, in entrambi i casi di solidarietà è ipotizzata l'esistenza di un unico debito a carico di più soggetti e la possibilità per chi ha pagato di esercitare l'azione di regresso nei confronti degli altri debitori.

    Il problema che si pone nel presente giudizio è ben diverso da quello della distinzione delle fonti dell'obbligazione solidale e riguarda gli effetti dell'estinzione dell'obbligazione principale rispetto all'azione di regresso...

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