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Estremi:
Tribunale Napoli, 2010,
  • Fatto

    MOTIVI IN FATTO ED IN DIRITTO DELLA DECISIONE

    Con sentenza del 16/24 maggio 2007, questo Tribunale, su istanza della Curatela del Fallimento di F.d.C.A. & C. s.a.s. e del suo socio accomandatario Antonio Costanzo depositata l'1.3.2007 e ritualmente notificata alla controparte, dichiarava il fallimento in estensione, ex art. 147 l. fall., di L.P., socio accomandante della menzionata società, dopo averne accertato l'avvenuta ingerenza nella sua gestione.

    Il Ponticelli, con citazione ritualmente notificata il 14.6.2007 al solo Curatore del proprio fallimento, proponeva opposizione, ai sensi dell'art. 18 l. fall. (nel testo, da lui ritenuto applicabile ratione temporis, anteriore alle modifiche apportatevi dal d.lgs. n. 5 del 2006), avverso detta pronunzia, chiedendone la revoca, assumendo, sostanzialmente: a) che la delega, rilasciatagli dall'amministratore della società poi fallita, per il compimento di operazioni presso la Banca Popolare di Sviluppo, diversamente da quanto ritenuto dal Tribunale, non poteva certamente considerarsi idonea a far ravvisare il compimento di atti di amministrazione, ma, al più, avrebbe potuto far presumere un incarico per il semplice svolgimento di attività meramente esecutive sotto la direzione dell'amministratore, espressamente consentite al socio accomandante dal secondo comma dell'art. 2320 c.c.; b) che anche il riferimento effettuato al prelievo di euro 320.000,00 non poteva generare alcun dubbio in ordine alla sua posizione, trattandosi di mera operazione di cassa da lui eseguita su espresso incarico dell'amministratore della società; c) che erano rimaste mere affermazioni, sprovviste di riscontri probatori, quelle secondo cui egli avrebbe operato anche presso la Deutsche Bank; d) che non poteva ritenersi, infine, che il suo intervento, insieme ad altre persone, quale datore di ipoteca volontaria su un proprio bene, in un atto per la concessione di un mutuo in favore della società poi fallita, potesse far...

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