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  • Fatto

    Con il ricorso introduttivo della prima fase d'urgenza, N.F. aveva adìto l'Autorità Giudiziaria per sentir ordinare ai proprietari della ex struttura alberghiera "Mainarde":a) la bonifica del tetto dell'immobile nonché della sua proprietà;b)l'eliminazione di tutti i problemi strutturali dello stabile;c)la messa in sicurezza dell'area in modo da evitare l'accesso a terzi estranei.

    Si costituivano in giudizio P.B., P.M.E. e D.G.M., i quali, pur non contestando di fatto le avverse doglianze , assumevano che comunque i lavori necessari sarebbero stati medio tempore iniziati.

    Il giudice, con ordinanza resa in data 23 giugno 2009, dichiarava l'inammissibilità del ricorso proposto in quanto il ricorrente non avrebbe indicato la domanda dell'instaurando giudizio di merito.

    Con l'atto di reclamo il sig. N.F. chiedeva la riforma della predetta ordinanza in quanto,a suo avviso, non sarebbe stata necessaria l'indicazione della causa di merito nei ricorsi per provvedimenti cautelari e ciò a maggior ragione alla luce della recente riforma del codice di rito in seguito alla quale per i provvedimenti cautelari ad effetti anticipatori non è più necessaria l'introduzione del giudizio di merito.

    In via subordinata il reclamante deduceva comunque la sufficienza dei fatti dedotti per inferirne il petitum e la causa petendi del futuro (ed eventuale) giudizio di merito.

    Si costituiva in cancelleria in data 11.09.2009 il resistente contestando in toto le argomentazioni di parte avversa

    All'udienza dell' 11.09.2009 le parti si riportavano ai propri scritti difensivi ed il collegio si riservava.

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  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    Preliminarmente occorre pronunciarsi in merito all'eccezione di inammissibilità del reclamo proposta dal reclamato per decorrenza del termine perentorio previsto dall'art. 669 terdecies c.p.c.

    Orbene ,va rilevato che il predetto articolo per effetto della riforma del codice di procedura civile apportata dalla legge 14 maggio 2005 n.80 prevede attualmente come termine perentorio per proporre reclamo al collegio quello di gg.15 e non più quello di gg 10 dalla comunicazione dell'ordinanza cautelare; dunque, è evidente che nel caso di specie il predetto termine non era ancora decorso essendo stata comunicata l'ordinanza alla parte reclamante in data 6.07.2009, mentre il reclamo è stato depositato in cancelleria in data 21.07.2009 (l'ultimo giorno utile).

    Ciò premesso, passando ad affrontare le doglianze del reclamante,osserva il collegio che l'orientamento giurisprudenziale antecedente alla riforma del codice di rito (L. 14 maggio 2005, n.80) era nel senso che, qualora si fosse agito in via cautelare, fosse comunque necessario indicare all'interno del ricorso quale fosse la domanda dell' instauranda causa di merito (tra le altre, Trib. Roma, 14 giugno 2001, in Lav. Giur., 2001, 1196; Id. Parma, Sez. Fidenza, 18 dicembre 2000, in Giur. It., 2001, 1163), ciò in considerazione della cd. strumentalità o nesso teleologico intercorrente tra fase cautelare e successivo giudizio di merito.

    Per effetto della suddetta riforma ,con riferimento ai c.d. provvedimenti cautelari ad effetti anticipatori, tra cui rientrano senz'altro quelli richiesti nel presente giudizio ai sensi dell'art.688 e 700 c.p.c , è venuto meno questo stretto legame intercorrente tra fase cautelare e fase di merito e pertanto non è più necessario instaurare in seguito alla fase cautelare un giudizio a cognizione piena; proprio in considerazione di un tale innovativo principio, si è giunti alla definizione di cd."strumentalità...

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