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Struttura
  • PROVVEDIMENTO

    • EPIGRAFE

      Decreto legislativo 2007 - Disposizioni integrative e correttive al regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, nonche' al decreto legislativo 9 gennaio 2006, n. 5, in materia di disciplina del fallimento, del concordato preventivo e della liquidazione coatta amministrativa, ai sensi dell'articolo 1, commi 5, 5-bis e 6, della legge 14 maggio 2005, n. 80 (1).

      (1) Vedi anche il R.D. 16 marzo 1942, n. 267.



    • ARTICOLO N.18

      Modifiche al Titolo V del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267


    • Art. 18.

      1. All'articolo 195, quinto comma, del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, la parola "appello" e' sostituita dalla seguente: "reclamo".

      2. L'articolo 209, commi secondo e terzo, del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, sono sostituiti dal seguente:

      "Le impugnazioni, le domande tardive di crediti e le domande di rivendica e di restituzione sono disciplinate dagli articoli 98, 99, 101 e 103, sostituiti al giudice delegato il giudice istruttore ed al curatore il commissario liquidatore.".

      3. L'articolo 211 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, e' abrogato.

      4. L'articolo 213, del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, e' sostituito dal seguente:

      "Art. 213 (Chiusura della liquidazione). - Prima dell'ultimo riparto ai creditori, il bilancio finale della liquidazione con il conto della gestione e il piano di riparto tra i creditori, accompagnati da una relazione del comitato di sorveglianza, devono essere sottoposti all'autorita', che vigila sulla liquidazione, la quale ne autorizza il deposito presso la cancelleria del tribunale e liquida il compenso al commissario.

      Dell'avvenuto deposito, a cura del commissario liquidatore, e' data comunicazione ai creditori ammessi al passivo ed ai creditori prededucibili nelle forme previste dall'articolo 26, terzo comma, ed e' data notizia mediante inserzione nella Gazzetta Ufficiale e nei giornali designati dall'autorita' che vigila sulla liquidazione.

      Gli interessati possono proporre le loro contestazioni con ricorso al tribunale nel termine perentorio di venti giorni, decorrente dalla comunicazione fatta dal commissario a norma del primo comma per i creditori e dalla inserzione nella Gazzetta...

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